EFFICACIA DEL BIOFEEDBACK NEL TRATTAMENTO DELL'ANSIA


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Lo stato d'ansia consiste in un'attivazione psicofisica che, sul piano neurofisiologico, è attribuibile all'attivazione del sistema nervoso simpatico; quest'ultimo entra in funzione non solo negli stati ansiosi, ma ogni qual volta l'individuo si trovi a dover affrontare situazioni o stressor che richiedono all'organismo l'impiego di un significativo ammontare di risorse fisiche e/o cognitivo-emotive.

L'attivazione simpatica legata agli stati d'ansia avviene quando l'individuo si trova di fronte a situazioni o stimoli percepiti, a torto o a ragione, consciamente o inconsciamente, come pericolosi. Nell'ansia patologica il pericolo spesso non riguarda la propria (o altrui) incolumità fisica.

In questi casi lo stato di attivazione psicofisiologica si accompagna e contribuisce al vissuto psicologico dell'ansia propriamente detta.

L'ansia può avere una causa nota a chi ne soffre o ignota; in quest'ulimo caso la causa dell'ansia c'é ma l'individuo non riesce a identificarla.

Tutti possono diventare ansiosi e l'ansia non è necessariamente patologica. Il trattamento dell'ansia è utile quando l'individuo sperimenta un'ansia patologica e cioè un'ansia eccessiva rispetto al suo oggetto (causa percepita) o invalidante in qualche aspetto importante della propria vita (sociale, lavorativo, affettivo-relazionale).

  


Le cure non-farmacologiche per l'Ansia Patologica


Possiamo definire l'ansia come uno stato emozionale che corrisponde ad un vissuto psicologico derivante dall'interazione o somma di pensieri e/o rappresentazioni mentali con un insieme tipico e ben conosciuto di risposte fisiologiche e sensazioni somatiche causate in gran parte dall'attivazione di quella sezione del nostro sistema nervoso che chiamiamo "Sistema Nervoso Simpatico".

Possiamo definire le cure e i trattamenti dell'ansia in due categorie. Quelle che seguono la via "dall'alto al basso" e quelle che seguono la via inversa, "dal basso verso l'alto".

La via maestra del tipo dall'Alto al Basso è costituita da tutte quelle tecniche psicologiche basate sul colloquio psicologico, finalizzate ad aiutare l'individuo a divenire cosciente delle cause reali del suo stato ansioso e a farvi fronte nel migliore dei modi.

La via dal Basso all'Alto mira semplicemente a ridurre lo stato di attivazione fisiologica alla base dell'ansia e con essa anche le varie sensazioni somatiche che compongono parte del vissuto soggettivo dell'ansia. Seguono questa logica le tecniche di rilassamento e il Biofeedback. Quest'ultimo è risultato altrettanto efficace o più efficace delle rilassamento progressivo e della ristrutturazione cognitiva.

Questa distinzione è tuttavia puramente speculativa visto che, in ultmia analisi, anche la via dal basso verso l'alto prende il via dalla mente dell'individuo; nel caso del Biofeedback la direzione "dal basso all'alto", "dal corpo alla mente", si riferisce alla possibilità di indurre uno stato di calma o riduzione dell'ansia agendo su alcune funzioni fisiologiche corporee, come la frequenza cardiaca, la temperatura corporea, la conduttanza cutanea e la respirazione.

  


Il Biofeedback per il trattamento dell'Ansia


Il Biofeedback per il trattamento dell'ansia comprende diversi metodi d'intervento non-farmacologici, non invasivi, totalmente indolore, di dimostrata efficacia e di breve durata (dalle 8 alle 10 sedute al massimo). Gli effetti sono a lungo termine e non occorre effettuare ulteriori sedute o sedute periodiche.

Il Biofeedback è efficace nel trattamento di tutti i tipi di Disturbi d'Ansia. Esso agisce seguendo la via "dal basso all'alto", "dal corpo alla mente", attraverso la normalizzazione delle risposte fisiologiche dell'ansia alterate al momento del primo consulto.

Nel corso di un normale trattamento di Biofeedback, grazie all'utilizzo di strumentazioni adeguate, sia il paziente che il Biofeedback Therapist possono osservare le funzioni fisiologiche alterate (attività cardiaca, respirazione, temperatura, ecc.) direttamente sul monitor. Attraverso l'uso di specifiche strategie il paziente utilizza queste conoscenze per imparare a riconoscere e a controllare le stesse funzioni fisiologiche alterate, riuscendo in tal modo a gestire autonomamente e a risolvere il problema dell'ansia.

Il Biofeedback è particolarmente efficace nel trattamento degli Attacchi di Panico di tipo Respiratorio, e cioé quegli Attacchi di Panico che si manifestano oltre che con la tachicardia, con una prevalenza di sintomi respiratori, come il respiro corto, la sensazione di soffocamento, i formicolii alle estremità del corpo, dolori al petto ed anche la paura di morire.

  


 Alcuni degli studi sull'efficacia del biofeedback nel trattamento dell’ansia patologica


Yucca e Gilbert (2004) riferiscono che "studi randomizzati e ben controllati hanno dimostrato che il biofeedback è superiore ad altri metodi di rilassamento e di auto-controllo nel ridurre l'ansia".

Hurley e Meminger (1992) hanno usato EMG biofeedback frontale in 40 soggetti addestrati con ansia valutata nel tempo utilizzando la State-Trait Anxiety Inventory (STAI). L’Ansia di stato è migliorata più dell’ansia di tratto.

Wenck, Leu e D'Amato (1996) hanno addestrato 150 persone (classificate al settimo e ottavo grado dello STAI) con EMG biofeedback  e biofeedback della temperatura, e hanno trovato una riduzione significativa sia dell’ansia di stato che di tratto.

Roome e Romney (1985) hanno confrontato il rilassamento muscolare progressivo con l'EMG biofeedback training in 30 bambini e hanno trovato una migliore efficacia per il biofeedback.

Scandrett, Bean, Breeden, e Powell (1986) poi hanno trovato un certo vantaggio del rilassamento muscolare progressivo in EMG biofeedback nel ridurre l'ansia in adulti psichiatrici ricoverati e ambulatoriali.

Vanathy, Sharma, e Kumar (1998), applicando l’EEG biofeedback (neurofeedback) al disturbo d'ansia generalizzato, hanno confrontato l’incremento delle onde alfa con l’incremento delle onde theta. Le due procedure sono risultate entrambe efficaci nel ridurre i sintomi.

Rice, Blanchard e Purcell (1994) hanno studiato la riduzione dell'ansia generalizzata confrontando gruppi cui fu applicato EMG biofeedback frontale, EEG biofeedback con aumento di onde alfa, EEG biofeedback con riduzione delle onde alfa, una condizione di pseudo-meditazione, e un gruppo di controllo in lista di attesa. In tutti i gruppi di trattamento comparabili è stata riscontrata una diminuzione significativa nei livelli d’ansia allo STAI così come una diminuzione dei sintomi psicosomatici.

Risultati simili sono stati ottenuti da Sarkar, Rathee e Neera (1999) confrontando il disturbo d'ansia generalizzata in risposta alla farmacoterapia e al biofeedback: i due trattamenti hanno avuto effetti simili sulla riduzione dei sintomi.

Hawkins, Doell, Lindseth, Jeffers e Skaggs (1980), hanno concluso da uno studio con 40 pazienti schizofrenici ospedalizzati che il biofeedback termico e le istruzioni per il rilassamento hanno avuto un effetto equivalente sulla riduzione dell'ansia.

Fehring (1983) ha trovato che l'aggiunta del GSR biofeedback ad un tipo di tecnica di rilassamento riduce i sintomi di ansia più che il rilassamento da solo.

  

Bibliografia

 

Fehring, R.J. (1983). Effects of biofeedback-aided relaxation on the psychological stress symptoms of college students. Nursing Research, 32(6), 362-6.

Hawkins, R.C. II, Doell, S.R., Lindseth, P., Jeffers, V., & Skaggs, S. (1980). Anxiety reduction in hospitalized schizophrenics through thermal biofeedback and relaxation training. Perceptual & Motor Skills, 51(2), 475-482.

Hiebert, B.A., & Fitzsimmons, G. (1981). A comparison of EMG feedback and alternative anxiety treatment programs. Biofeedback & Self Regulation, 6(4), 501-516.

Hurley, J.D., & Meminger, S.R. (1992). A relapse-prevention program: Effects of electromyographic training on high and low levels of state and trait anxiety. Perceptual and Motor Skills, 74(3 Pt 1), 699-705.

Lehrer, P.M., Carr, R., Sargunaraj, D., & Woolfolk, R.L. (1994). Stress management techniques: Are they all equivalent, or do they have specific effects? Biofeedback & Self Regulation, 19(4), 353-401.

 

Rice, K.M., Blanchard, E.B., & Purcell, M. (1993). Biofeedback treatments of generalized anxiety disorder: Preliminary results. Biofeedback & Self-Regulation, 18(2), 93-105.

Roome, J.R., & Romney, D.M. (1985). Reducing anxiety in gifted children by inducing relaxation. Roeper Review, 7(3), 177-179.

Sarkar, P., Rathee, S.P., & Neera, N. (1999). Comparative efficacy of pharmacotherapy and bio-feedback among cases of generalised anxiety disorder. Journal of Projective Psychology & Mental Health, 6(1), 69-77.

Scandrett, S.L., Bean, J.L., Breeden, S., & Powell, S. (1986). A comparative study of biofeedback and progressive relaxation in anxious patients. Issues in Mental Health Nursing, 8(3), 255-271.

Vanathy, S., Sharma, P.S.V.N., & Kumar, K.B. (1998). The efficacy of alpha and theta neurofeedback training in treatment of generalized anxiety disorder. Indian Journal of Clinical Psychology, 25(2), 136-143.

Wenck, L.S., Leu, P.W., & D'Amato, R.C. (1996). Evaluating the efficacy of a biofeedback intervention to reduce children's anxiety. Journal of Clinical Psychology, 52(4), 469-473.